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L’ agricoltura naturale 

- Metodo Fukuoka -

Prima della fine dell’ultima guerra, l’agronomo giapponese Masanobu Fukuoka ha cominciato le proprie sperimentazioni agricole giungendo a ideare quella che oggi è nota come agricoltura naturale.

Nell'essenza il metodo di Fukuoka tenta di riprodurre quanto più fedelmente le condizioni naturali in modo da agevolare l’azione stessa della natura che ha in sé l’intelligenza necessaria per ristabilire l’armonia e il buon funzionamento degli ecosistemi. I problemi sorgono, infatti, quando si interferisce in modo eccessivo con la natura, e le stesse soluzioni che si mettono in atto per risolverli si trasformano spesso in problemi ancora più complessi dei primi.

Le tecniche agricole moderne sembrano essere necessarie perchè l'equilibrio naturale dell'ecosistema è stato profondamente alterato nei secoli. La soluzione proposta dall’Agricoltura Naturale non sta nel creare una tecnica sempre più avanzata, ma nell’inversione di questo processo, con l’obiettivo di ridurre le azioni umane sulla natura e lasciare che essa crei secondo le sue regole. E’ in questa ottica che si parla dell’agricoltura naturale come agricoltura del non fare

Il metodo Fukuoka della “non-azione” è basato su quattro principi fondamentali:

  1. Nessuna lavorazione: niente aratura, né capovolgimento del terreno. Non lavorare la terra è di fondamentale importanza per l’agricoltura naturale: la terra si lavora da sé grazie all’azione di penetrazione delle radici e all’attività dei microrganismi e della microfauna del suolo.
  2. Nessun concime chimico o compost: lasciato a se stesso, il suolo conserva naturalmente la propria fertilità, in accordo con il ciclo naturale della vita vegetale e animale.
  3. Nessuna azione di diserbo: le piante spontanee hanno un ruolo specifico nella fertilità del suolo e nell’equilibrio dell’ecosistema. Come norma fondamentale dovrebbero essere controllate (per esempio con una pacciamatura di paglia o la copertura con trifoglio bianco), non eliminate del tutto.
  4. Nessun impiego di prodotti chimici: la natura, lasciata fare, è in equilibrio perfetto. L’atteggiamento più sensato per il controllo delle malattie e degli insetti è avere delle colture vigorose in un ambiente sano. Insetti nocivi e agenti patogeni sono sempre presenti, ma non prendono mai il sopravvento se sono favorite le condizioni di autodifesa della natura. A livello pratico, quindi, l’azione più importante è quella della semina; bisogna seminare nei momenti giusti ed è importante che ci siano molte varietà di semi: alberi, alberi da frutto, verdure, cereali, trifoglio e fiori, in modo che sia la natura stessa a scegliere le combinazioni di piante che possono crescere insieme fornendosi aiuto reciproco.

La semina avviene attraverso palline di argilla (di dimensione e consistenza variabile a seconda del terreno) confezionate a partire da una mescolanza di semi e una parte di compost impastati con argilla e acqua. L’argilla ha la funzione di proteggere i semi dagli uccelli e dagli insetti, e anche dalle sfavorevoli condizioni atmosferiche.

Il terreno non viene arato e la germinazione avviene direttamente in superficie. Nel terreno intatto, dove idealmente sono state fatte crescere piante poco invadenti che fissano l'azoto, trattengono il terreno e impediscono lo sviluppo di infestanti, può essere coltivata simultaneamente una coltura specifica.

Il terreno rimane sempre coperto, riducendo cosi l'impoverimento per erosione superficiale, e la parte aerea delle piante annuali, dopo il raccolto, viene utilizzata per una pacciamatura. La mancanza di aratura o comunque di aereazione artificiale del terreno, inoltre,  riduce la necessità di concimazione in quanto i batteri che fissano l’azoto nel terreno sono anaerobi.

 

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