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Lo sciroppo di rose

Sciroppo di rose, rose da sciroppo, Anidagri

La storia delle rose ha un'origine molto antica che si perde nel Medio Oriente: difatti la coltivazione delle rose iniziò in Persia dove si hanno testimonianze nel palazzo di Nabucodonosor (596 a.C.). Nel periodo successivo le rose sono presenti in Cina (V sec. a.C. ), nelle valli del Kashmir e poi in Grecia, da dove si diffusero in Italia. Per quanto riguarda la coltivazione relativa allo sciroppo di rose, la rosa gallica - nonché la più antica specie europea e alla base di molte rose moderne - rappresenta la tipologia più attinente a questo prodotto genuino. Nelle valli del genovesato e del Tigullio, in particolare in valle Scrivia, le rose da sciroppo accompagnano il paesaggio delle ville, ai bordi degli orti, nei giardini dei conventi, i profumi e le lavorazioni da epoca immemore. Venivano usate per sciroppi, confetture, canditi, conserve, usi officinali, profumi. Risale al 1484 un decreto che a Genova rendeva ammissibile l’uso del sûccao rouzòu preparato dagli speziali da dosci nei convitti tra parenti e amici. Da un testo del 1683 di Gian Domenico Peri, Il negoziante, citiamo un passaggio significativo: “le confetture e le conserve di zucchero che si lavorano in Genova come le più eccellenti che si acconcino in alcun altra parte del mondo”. Da maggio a giugno i petali di rose si trovavano in vendita freschi in drogherie e fruttivendoli. Ancora oggi capita di acquistarle nei mercatini e nelle fiere, nelle fattorie che di recente ne stanno riproponendo l’uso. Nel nostro entroterra le condizioni microclimatiche risultano adatte alla coltivazione delle rose nelle varietà antiche e rustiche, adatte alle coltivazioni naturali, come le rose galliche, le rugose e le muscose. Gli abitanti un po’ più attempati di queste zone ricordano quando ancora non c’erano gli integratori da palestra e, negli intervalli degli allenamenti, ai ragazzi delle squadre di calcio veniva servito lo sciroppo di rose. Le mamme in inverno diluivano lo sciroppo in acqua calda per calmare la tosse, imbevevano le garze (bugattinne) per aiutare i bimbi più piccoli nella dentizione, per le sue qualità antinfiammatorie. Le merende dei bambini “pane burro e marmellata” erano preparate con le confetture di rose.

Nelle coltivazioni del parco dell'azienda agricola biologica Anidagri, troviamo le rose canine spontanee di cui conserviamo e lavoriamo le bacche, le rose di tradizione come le rose galliche, le rugose e le muscose, proprie di queste valli. Abbiamo alcune rose antiche ma proprie di altri orizzonti cui il centro Anidra si collega per cultura: è il caso della Rosa Damascena, originaria di Damasco e diffusa in tutta Europa orientale (Ungheria, Turchia) e Marocco; ma è anche il caso dell'antichissima Rosa Gallica officinalis che ci ricorda la Provenza e la Scozia.

 

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